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Archive for the ‘Speciale Estate 2012’ Category

“Italiani, brava gente?” di Angelo Del Boca (ed. Neri Pozza)

E’ questo uno di quei libri che amici e/o parenti ti regalano in qualche occasione e che essendo di carattere storico, riponi nell’angolo della tua libreria in attesa che si creino le condizioni per la lettura. Il periodo estivo a volte regala più tempo e allora nella borsa di viaggio infili il romanzo del tuo autore preferito, qualche saggio di attualità e il libro di “storia”. Avevo già letto qualcosa di Angelo Del Boca, giornalista e partigiano, studioso del colonialismo italiano e ricordavo il suo rigore nel denunciare le atrocità compiute dalle truppe italiane in Libia e in Etiopia, per questo la curiosità di verificare gli sviluppi del suo lavoro di ricerca, hanno prevalso sulle altre letture.

E’ un libro controcorrente che nei vari capitoli affronta i massacri d’intere popolazioni del meridione d’Italia durante la cosiddetta “guerra al brigantaggio”, le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxer, i mostruosi sistemi carcerari e lo schiavismo attuati in Africa nel periodo delle guerre coloniali, accompagnati da deportazioni e dall’uso di armi chimiche proibite per piegare le armate indigene. Il tutto passando per le carneficine d’intere generazioni, mandate al massacro nel primo conflitto mondiale e arrivando alle atrocità della seconda guerra mondiale, con la consegna ai nazisti di migliaia di ebrei, votati a morte sicura.

Questa è una ricerca “di parte”, della quale non troviamo traccia nei manuali scolastici, quindi utile da conoscere per allargare il nostro cono visivo e lo spirito critico nella lettura della nostra storia. Il mito degli “Italiani, brava gente” ne esce pesantemente incrinato e consegna a noi le riflessioni di estrema attualità, sulle nostre “missioni umanitarie” fatte di bombardamenti nell’ex Jugoslavia o di presenze militari consistenti in Iraq e Afganistan, per citare le principali.

Quanta retorica e quante argomentazioni che anche oggi, come allora, giustificano i nostri interventi militari sullo scacchiere mondiale, circondando il tutto di un’aurea di falso buonismo! E la mente corre verso la scelta di spendere 12 miliardi di euro per acquistare dalla Lockheed 90 Caccia F-35 e ai recentissimi bombardamenti aerei effettuati dai “nostri” cacciabombardieri AMX Acol nella provincia di Farah, in Afganistan. Cosi ti rendi conto che ancora una volta le spese militari trovano giustificazione dall’uso della forza e gli interessi dell’industria bellica sono sempre collegati alle scelte della politica.

Il libro è stato definito da Sergio Romano, sulle colonne del Corriere della Sera, come “uno straordinario bucato della coscienza nazionale”. E’ un bucato che potrebbe aiutare a liberarci di tanti falsi miti, dando gambe e respiro ai quei principi della cooperazione, della solidarietà, della protezione dell’ecosistema incarnata in Italia e nel mondo dalle migliaia di organizzazioni no-profit, associazioni e comitati. Ecco, quella si “E’ brava gente”!

Francesco Miazzi

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Imminente il varo del “Piano Città”. Lo si apprende da dichiarazioni del Ministero delle Infrastrutture. Quale strategia persegue?

Poiché è verificabile che le “soluzioni” date fin qui al problema della riqualificazione urbana e della ripresa del settore delle costruzioni non hanno prodotto alcun effetto positivo, sollecitiamo un profondo cambiamento alla filosofia operativa fin’ora proposta, un “cambiamento di rotta” che dia i risultati che le città attendono per riprendersi dalla crisi ambientale, sociale, culturale, economica che le investe.

Sono apprezzabili alcune proposte riguardanti la riqualificazione che includerà la messa a norma di oltre 3500 edifici scolastici, piani di housing sociale, gli “incentivi per convertire l’attuale patrimonio in edifici ad alta efficienza energetica”.

Ma per avviarci su una strada che non ricalchi errori già compiuti, occorre una visione organica.

Queste affermazioni trovano riscontro nei dati dell’Agenzia del Territorio: 700.000 alloggi invenduti, disponibilità sempre decrescente delle famiglie a nuovi acquisti di case, scarsa propensione delle Banche a concedere mutui e precarietà del posto di lavoro. Sarebbe improvvido forzare ancora gli italiani ad indebitamenti per l’acquisto di case (abbiamo il livello di proprietà fra i più alti d’Europa e del mondo). Sarebbe invece opportuno incentivare, approfittando del momento congiunturale, la locazione, premiando fiscalmente i soggetti che la praticano. Un alloggio in locazione a prezzi calmierati darebbe risposta a quella domanda inevasa di edilizia sociale che in questo momento è particolarmente richiesta.

Pensare di risolvere il problema delle città con l’allentamento delle regole urbanistiche ed edilizie, l’aumento di cubature, la deregulation e interventi a pioggia, porterà ad esiti di corto respiro, incapaci di avviare un percorso innovativo come richiesto dalle sfide che il III millennio consegna alle città di tutto il mondo.

Leggete e sottoscrivete la lettera aperta al Ministro Passera, lo hanno già fatto centinaia di amministratori locali:

http://www.legambientepadova.it/files/lettera_aperta_Passera_cittamica.pdf

Luisa Calimani

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Angela Giuffrida, La razionalità femminile unico antidoto alla guerra, Editore Bonaccorso, 2011, pagg. 427, 20 euro

Il tema della guerra viene affrontato in modo diverso da come è stato fatto finora, focalizzando il nesso guerra-pensiero dominante e soprattutto indicando la soluzione a una fase storica che sembra portarci verso l’autodistruzione. La guerra infatti nasce dal deprezzamento della vita in senso lato, e diventa aggressione contro la vita umana in primis, e poi contro la vita del pianeta. È un’attività che quindi lavora per distruggere il genere umano e il suo habitat.

Per superare il generale deprezzamento della vita e l’esasperato antagonismo tra le comunità umane è necessario un radicale cambio di prospettivaSolo le donne possono assicurarlo perché, in sintonia con l’esperienza del loro corpo che crea la vita e la mantiene in essere, sono capaci di accogliere nella loro mente il reale, contenendolo nella sua interezza, complessità e intima coesione. La comprensione di ciò che un vivente è, la matura accettazione delle sue possibilità e dei suoi limiti, caratterizzano la razionalità femminile che, nutrendosi di vita non di illusioni, è in grado di gestire sistemi aperti quali noi siamo.

Informa l’intero saggio la convinzione che la violenza in tutte le sue forme, compresa la guerra, non potrà essere cancellata dalla faccia della terra, fintantoché l’assetto cognitivo che la produce continuerà a detenere il monopolio del pensiero dell’umanità. L’assetto cognitivo dominante è infatti strutturato sul dualismo, quindi sul conflitto, e per questo non consente di vedere l’intricata rete di nessi su cui invece l’organismo vivente si fonda.

Per approfondire il tema della Femminità si veda www.ortosociale.org

Annachiara Capuzzo

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Raccolgo l’invito per recensire un film… che ancora non c’è: “I Cavalieri della Laguna”.

Non è l’ultima trovata hollywoodiana destinata alle grandi sale con tanto di gadgets studiati a tavolino ma il film che il regista Walter Bencini vuole dedicare alla comunità di pescatori della laguna di Orbetello che, riuniti in cooperativa, dimostrano concretamente i benefici ambientali, etico-sociali ed economici raggiunti grazie ad una filiera di pesca virtuosa e alternativa.

Conosciamo dalle cronache dei giornali le difficoltà del mondo della pesca, siamo sensibili al tema del sovrasfruttamento dello stock ittico e consapevoli della scarsa conoscenza delle specie ittiche da parte dei cittadini, orientati quasi sempre ad acquistare i pesci di “tendenza”.

Per questi motivi mi piace segnalare e far conoscere, anche attraverso il film, questa comunità di 60 pescatori che per continuare ad esistere ha saputo rinnovarsi, unificando in un progetto tradizione, saperi antichi, rispetto per l’ambiente, tecnologia avanzata e compatibilità economica.

I soci affiancano ad una pratica di pesca sostenibile per il delicato ecosistema della laguna un allevamento di avannotti destinati al ripopolamento, possiedono un laboratorio per la trasformazione e conservazione del pescato (presidio slow food), gestiscono uno spaccio ed un piccolo ristorante dove servono il pesce secondo le ricette della tradizione, offrono un servizio di pesca-turismo.

Attraverso le poetiche inquadrature della laguna, le biografie dei pescatori e il racconto in presa diretta dei loro timori, sogni, progetti e aspirazioni, il film vuole testimoniare una pratica di pesca e di produzione di cibo ambientalmente e socialmente sostenibile.

Si può sbirciare già qualche immagine sul sito
www.insekt.net/icavalieridellalaguna: nella produzione c’è anche un po’ di Veneto, grazie alla colonna sonora originale del compositore padovano Matteo Buzzanca.

Personalmente questo luogo mi è entrato nel cuore diversi anni fa, e conservo ancora tra i miei ricordi più cari gli scorci incantevoli della laguna al tramonto, la ricca presenza di avifauna lacustre, la quiete assoluta che rilassa e ricarica di energia al tempo stesso: tutti elementi che ritroveremo nel film, ora in fase di ultimazione, che è possibile sostenere da subito attraverso la sottoscrizione di una copia su http://www.indiegogo.com/theknightsofthelagoon

Orio Scanferla

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Circolo di campagna ‘Il Presidio’, affiliato Wigwam, Via Gramogne, Camin – Padova. Per i padovani che ancora non lo conoscessero, questo è un presidio (di nome e di fatto) contro la cementificazione del nostro territorio.

Stiamo parlando di una casa di origine seicentesca, già convento e ricovero per fanciulle sordomute, oggi è uno dei pochi spazi verdi lasciati liberi dalla zona industriale di Padova nel territorio di Camin. È casa Pagnin, in via delle Gramogne (alle spalle di Padovaland, accesso da via Germania), edificio rurale risalente forse al sec. XVII. Splendidi sono i due ampi archi a tutto tondo del porticato, dove un portale immette nella scala che porta al piano superiore, mentre al lato sinistro si apre la stalla. Nel retro della casa si scorgono le paraste, forse settecentesche, di quella che fu senz’altro la chiesa del convento: una scoperta inattesa ed emozionante.

Oggi l’ex convento, di proprietà parte della Zona industriale e parte dei Pagnin, è sede di un circolo culturale, «Il Presidio», affiliato Wigwam come circolo di campagna. Nella breve campagna che la attornia Stefano Pagnin e un gruppo di genitori ha avviato un’attività di orti sociali. Sono persone che credono fermamente nell’importanza di salvaguardare questo luogo, simbolo, assieme alla vicina ex chiesetta di San Clemente I, a Granze, di una memoria storica che non vuole scomparire sotto cementi e lamiere di un progresso che ha poco rispetto delle proprie origini e delle persone.

Il circolo propone eventi teatrali, cinematografici, conviviali e altro ancora. Il Presidio è un esempio di sviluppo economico basato sulla valorizzazione della cultura locale, espressione a sua volta di una comunità locale e di un territorio che si è stratificato nei secoli e che oggi è denso di valori profondi.

Riferimenti:
http://www.wigwam.it/beb_dettaglio.asp?idbedbreakfast=20
http://www.wigwam.it/imgup/imagebeb/Progetto_Ortinsieme_Wigwam2.pdf

Chiara Peraro

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Hennè per capelli. Come fare, di Catherine Carthwright-Jones.

Per le donne che non vogliono rinunciare a tingersi i capelli, anche solo per coprire il candore incipiente dovuto all’età, senza ricorrere alle tinture chimiche che ci propongono parrucchieri e supermercati (anche quelle definite ‘naturali’ contengono sostanze proibitive), segnalo un sito che tratta l’argomento ‘Hennè’ in modo molto approfondito ed esauriente.

L’hennè si ricava dalla pianta di Lawsonia inermis, coltivata nell’area medio-orientale (dal Marocco al Pakistan), le cui foglie, essiccate e ridotte in polvere, hanno un alto potere colorante sui tessuti che contengono cheratina (capelli e unghie). Tingersi i capelli con l’hennè porta molti vantaggi, di tipo salutistico (è del tutto naturale, rinforza e protegge i capelli), ambientale (non si producono rifiuti chimici), economico (si fa in casa, da soli o tra amiche, e costa circa 3 euro a porzione), perfino etico se pensiamo che sostiene un’economia agricola sana di aree del mondo in via di sviluppo.

Il libro è visionabile per intero, in italiano, qui. In questo sito si parla di dell’henné partendo dal punto di vista storico e culturale, poi si passa all’aspetto tecnico, in modo esauriente per tutte le esigenze di tintura. Utilizzando, infatti, in vario modo Lawsonia inermis, Indigo e Cassia italica, si possono ottenere diverse colorazioni di rosso, di castano e di nero.

Posso confermare la bontà di quanto scritto nel sito per esperienza diretta dodicennale.
Buona estate e buona tintura a tutte!

Emma di Maggio

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Chi di noi ha sviluppato una minima mentalità critica sa che, per quanto le auto delle pubblicità siano sempre ECO e VERDI, le stesse (e la nostra pigrizia) rimangono uno fra i principali responsabili dell’inquinamento e del conseguente peggioramento della salute e della qualità della vita, non solo nei centri urbani più grandi, ma un po’ ovunque.

Per questo, molti cittadini consapevoli utilizzano da sempre la bicicletta come mezzo di trasporto principale, accettandone anche gli svantaggi (che si concentrano nel fatto di doversi respirare i gas di scarico altrui). Questo perché non trovano ragionevole aggiungersi alla schiera di coloro che, spaventati dai pericoli che si incontrano pedalando, e dall’inquinamento, decidono di …contribuirvi a loro volta, peggiorando la situazione.

Nel seguito racconto un’esperienza di spostamento compiuta da me e da una collega (ma anche da qualche altro padovano, fra cui Giorgio Voltolina), utilizzando un moderno sistema di mobilità: Jungo. Jungo è un sistema di autostop controllato inventato da un avvocato italiano, Enrico Gorini, che coniuga sicurezza negli spostamenti e flessibilità. In effetti, Jungo sembra molto più flessibile di car-sharing e car-pooling, che richiedono maggiore spirito di adattamento (il secondo, in particolare, agli orari altrui).

Provare per credere!
Ma eccovi il racconto completo: http://www.legambientepadova.it/files/mobilita_jungo.pdf

Ester Giusto

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